Trattamento fiscale indennizzo contratto

Trattamento fiscale indennizzo contratto di locazione Indennità contratto di locazione: (imposte indirette) Niente Iva va esclusa, ma imposta di registro al 3%. Dal lato delle imposte dirette, il pagamento, quale componente negativo di reddito, va dedotto fiscalmente, ai fini Ires e Irap, nel periodo d’imposta in cui sorge l’obbligazione. Come riferisce l’Agenzia delle entrate, nella risposta n. 16/2019, la somma una tantum con funzione indennitaria corrisposta, in base a uno specifico accordo, dal locatario al locatore per la rinuncia all’aumento del canone è esclusa dall’ambito di applicazione dell’Iva per mancanza del presupposto oggettivo; tuttavia, deve essere assoggettata all’imposta di registro con aliquota del 3%. Inoltre, come componente negativo di reddito, è fiscalmente deducibile ai fini Ires e Irap nel periodo d’imposta in cui sorge l’obbligazione al pagamento. Infine, l’eventuale cessione del contratto non è esente Iva. Iva L’indennità è esclusa dall’ambito di applicazione dell’Iva per mancanza del presupposto oggettivo: è del tutto assente, infatti, un nesso diretto e immediato tra la locazione dell’immobile e la corresponsione della somma a titolo di indennizzo. Imposta di registro L’esclusione della somma dal campo di applicazione dell’Iva comporta il suo assoggettamento all’imposta di registro con aliquota del 3% (articolo 9, Tariffa Parte 1, Dpr 131/1986). Ires e Irap L’Agenzia sottolinea che, dal punto di vista contabile, il pagamento della somma, collegato a un’obbligazione autonoma con funzione indennitaria, rappresenta, per la società locatrice, un debito/passività di natura determinata ed esistenza certa, giacché è rappresentato da un’obbligazione a pagare un ammontare fisso a una data stabilita. Dal punto di vista fiscale, quindi, il componente negativo di reddito rappresentato dall’indennizzo deve essere considerato fiscalmente deducibile, ai fini Ires e Irap, nel periodo d’imposta in cui sorge l’obbligazione al pagamento, trattandosi di un’obbligazione “istantanea” e non “di durata” (articolo 109, comma 2, lettera b), ultimo periodo, Tuir). Cessione del contratto In relazione all’eventuale cessione del contratto di locazione da parte del locatario, a fronte di un corrispettivo specifico, l’Agenzia innanzitutto osserva che, in linea generale, essa rileva ai fini Iva poiché, secondo quanto previsto dal Dpr 633/1972, costituiscono prestazioni di servizi, se effettuate verso corrispettivo, le cessioni di contratti di ogni tipo e oggetto (articolo 3, secondo comma, n. 5) e circolare n. 33/E del 16 novembre 2006, paragrafo 7.1). del 31/1/2019 – a cura di Vincenzo D’Andò 3 Da costante orientamento della Corte di giustizia Ue, l’eventuale cessione del contratto di locazione, non ricade nell’ambito di esenzione dall’Iva prevista dall’art. 10, comma 1, n. 8), Dpr 633/1972 (sentenza 22 ottobre2009, C-242/08). Dunque, le cessioni di contratto, rese verso corrispettivo, sono operazioni imponibili Iva con applicazione dell’aliquota ordinaria.

 

                                                                                                                                          Il  Presidente

                                                                                                                              Dott. Mauro Pantano         

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