Sanzioni abbuonate per i tributi pagati tardivamente.

Sanzioni abbuonate per i tributi pagati tardivamente.

Qualora al contribuente sia pervenuta una cartella esattoriale relativa a imposte tardivamente versate e l’abbia impugnata entro il 23 ottobre 2018, nel caso in cui il tributo sia stato pagato o definito in altro modo, le sanzioni non sono più dovute. Lo prevede il terzo comma dell’articolo 6 del dl n.119/2018 (il cosiddetto decreto fiscale) convertito nella legge n.136/2018. Il primo comma dell’articolo 13 del dlgs n.471/1997 prevede una sanzione amministrativa del 30% degli importi non versati a carico di «chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l’ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati». Va ricordato che allo scopo di attenuare il carico sanzionatorio in presenza di lievi ritardi nel pagamento delle imposte, nel corso degli anni si è assistito ad alcuni interventi normativi tesi ad alleggerire le sanzioni in caso di omissioni di poco conto. Si tratta ad esempio delle modifiche apportate all’articolo 13 del decreto 471/97 ad opera dell’articolo 11, comma 3-bis, del dl 16/2012 e, in precedenza, dell’articolo 23, comma 31, del dl 98/2011. L’effetto di questi interventi è che oggi, come previsto dall’articolo 13, «per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione (…) è ridotta alla metà», vale a dire la sanzione del 30% è tagliata al 15%. Un secondo, altrettanto importante, alleggerimento è rappresentato dal fatto che «per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione (del 15%, ndr), è ulteriormente ridotta a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo». In pratica, se il versamento viene effettuato entro i primi 15 giorni, la sanzione del 15% si rende dovuta in ragione di 1/15per ogni giorno di ritardo: se il versamento viene eseguito con un giorno di ritardo, sarà pari all’1% (15%:15×1), con due giorni di ritardo al 2% (15%:15×2), e così via fino ad arrivare al 15% al quindicesimo giorno. Adesso, tuttavia, bisognerà tenere conto delle novità apportate dal dl fiscale, che consentono di definire le controversie senza bisogno di versare alcun importo.

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