Obbligo di emissione della fattura elettronica

Obbligo di fattura elettronica

 

 

Obbligo Fatturazione elttronica

Obbligo Fatturazione elttronica

Dal 1° gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligo di emissione della fattura elettronica. Non ci sarà alcun rinvio come confermato dal decreto collegato alla Manovra economica che probabilmente, salvo rinvii, sarà approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

Nei primi sei mesi dell’anno 2019, durante i quali troverà applicazione il nuovo obbligo, il decreto prevede la disapplicazione delle sanzioni nel caso in cui la fattura elettronica venga emessa tardivamente, ma entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica Iva.

Invece se la fattura elettronica dovesse essere emessa, sempre tardivamente, ma entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica successiva, la sanzione risulterà ridotta dell’80 per cento.

Le medesime riduzioni si applicano, come precisato dalla relazione illustrativa, al cessionario committente

E’ dunque evidente come i contribuenti, ma più in generale gli operatori, dovranno adeguare celermente le proprie strutture organizzative e modificare i processi gestionali per prepararsi al meglio al nuovo adempimento.

Restano le ordinarie regole di applicazione dell’IVA

Al fine di comprendere gli effetti della imminente novità è necessario partire da un punto fermo. L’entrata in vigore del nuovo adempimento non modifica la disciplina sostanziale di applicazione dell’Iva. Le regole tecniche della fatturazione elettronica contenute nel decreto ministeriale del 3 aprile 2013, n. 55 e nel provvedimento direttoriale n. 89757 del 30 aprile 2018, non influiscono sull’applicazione del D.P.R. n. 633/1972.

Ad esempio si consideri il caso dei medici che operano in convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Questa categoria di professionisti riceve i compensi direttamente dalla Regione.

Dal punto di vista documentale l’accredito viene documentato dall’invio al “medico di base”, a cura della Regione, di un cedolino che sostituisce le fatture emesse. I cedolini devono essere poi registrati nel libro delle fatture emesse di cui all’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972.

Questa semplificazione IVA non verrà meno per il fatto che dall’inizio del nuovo anno troverà applicazione l’obbligo di fatturazione elettronica. I medici, che operano in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, continueranno a ricevere i cedolini di accredito in sostituzione delle fatture emesse.

Sotto questo profilo il nuovo obbligo non darà luogo ad alcun cambiamento della disciplina a tutt’oggi in vigore.

Applicazione del D.M. 31 ottobre 1974: fondo spese indistinto di compensi e spese

La medesima soluzione vale per l’applicazione del D.M. 31 ottobre 1974.  Il predetto decreto trova applicazione per i notai, gli avvocati e i dottori commercialisti.

Le disposizioni prevedono che se i predetti professionisti incassano un fondo spese indistinto di compensi e spese, la fattura non deve essere emessa all’atto della percezione della costituzione del fondo spese, ma allo spirare del sessantesimo giorno. Ciò in quanto la somma incassata a titolo di fondo spese indistinto non ha natura di compensi.

Per tale ragione l’operazione non si considera effettuata, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, al momento del pagamento della predetta somma. Il professionista ha a disposizione sessanta giorni di tempo per distinguere la parte delle spese rispetto a quella dei compensi e il limite temporale individuato dal legislatore è costituito dallo spirare del sessantesimo giorno.

Questa semplificazione potrà ancora essere applicata anche nel 2019 e negli anni successivi non essendo affatto influenzata dal nuovo obbligo di fatturazione elettronica. L’operazione si considererà effettuata non oltre il termine rappresentato dal sessantesimo giorno dalla costituzione del fondo spese.

Questa data, ovvero una precedente, deve essere indicata nel campo “Data” della sezione “DatiGenerali” del file della fattura elettronica, che rappresenta una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21 bis del decreto Iva.

Questa data, secondo quanto indicato dal provvedimento direttoriale del 30 aprile scorso, è quella di emissione del documento e coinciderà con il momento di effettuazione dell’operazione o, al limite, potrebbe essere precedente.

                                                                                                                     Dott. Mauro Pantano   

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